Durante i suoi giri quotidiani per Venezia, Renato Pestriniero osserva una scena che ormai sembra parte del paesaggio urbano: gruppi di turisti che avanzano in fila, vestiti in modo improbabile, sbracati, spaesati, guidati da una hostess che solleva una bandierina per non perderli nella folla. Una processione che invade calli e campi e che spinge l’autore a una domanda inevitabile: com’è possibile che una città così piccola renda il turista tanto accondiscendente, incapace di svincolarsi dall’intruppamento? Perché chi viaggia non si rivolge a un ufficio turistico, non prende un dépliant, non decide da sé cosa vedere? Non tutti i turisti sono così, certo, ma una buona parte finisce intrappolata in un percorso obbligato, convinta che non esistano alternative rapide per visitare Venezia.
E invece le alternative ci sono, eccome.
Questa raccolta di fotografie documenta una Venezia che non vorremmo vedere, ma che esiste: una città soffocata da comportamenti che rivelano un degrado sociale ed etico sempre più evidente. La lente della macchina fotografica ingrandisce la realtà, la rende impossibile da ignorare, e spinge verso un desiderio di cambiamento che deve partire da ognuno di noi. Apparentemente spietato, Pestriniero è in verità profondamente sincero: sembra gridare, come il gatto in copertina, che o tutti cambiamo o nessuno si salverà. Un libro che non giudica, ma mostra; non accusa, ma invita a riflettere; non condanna, ma chiede di guardare Venezia con occhi nuovi. Una testimonianza ironica e lucida, perfetta per chi ama la città e vuole comprenderne le contraddizioni più urgenti.
Renato Pestriniero è tra le voci più originali della narrativa fantastica italiana e uno dei protagonisti della letteratura di anticipazione. Da sempre affianca alla scrittura una profonda passione per Venezia, città che ha raccontato e difeso con intelligenza, ironia e spirito critico. Scrittore, traduttore e saggista, ha pubblicato racconti, romanzi e studi tradotti in numerosi Paesi e insigniti di importanti riconoscimenti. Nei suoi lavori l'immaginazione non è evasione, ma uno strumento per interpretare il presente e intravedere possibili sviluppi della società, molti dei quali si sono rivelati sorprendentemente attuali. Dal suo celebre racconto Una notte di 21 ore il regista Mario Bava trasse il film Terrore nello spazio, divenuto un classico della fantascienza italiana. Collaboratore di quotidiani e riviste, è autore di opere pubblicate da editori come Vianello Libri, Elara, Solfanelli, Tabula Fati e Casa Editrice el Squero. Accanto alla scrittura coltiva la fotografia, che è diventata parte integrante del suo modo di osservare e raccontare il mondo. Nei suoi libri Venezia diventa luogo di memoria, meraviglia e visione, dove realtà e immaginazione si incontrano per suggerire nuove chiavi di lettura del presente e del futuro.