Semi, cortecce, delicatissime foglie, minuscoli frutti sono la base della ricchezza di Venezia. Le spezie, come indica il significato del termine latino species, “merce speciale, di gran valore”, rappresentarono la voce commerciale più importante della Repubblica lungo tutto l’arco del Medioevo. Provenendo da terre lontanissime, avvolte nel mito, questi prodotti costosi, nobili, unici nel loro genere si opponevano alle cose ordinarie, fuggivano il banale, il quotidiano, il consueto, evocavano sensazioni sconosciute, sapori insospettabili, raffinatezze inaudite. Il loro impiego spaziava dalla farmacopea alla profumeria, dalla creazione di colori alla tintura di cuoi e stoffe. Sopra ad ogni cosa, le spezie modificarono irrimediabilmente il gusto delle genti d’Europa, creando un ordine nuovo in cucina. Le intriganti droghe, tuttavia, non erano nel DNA degli occidentali e l’accoglimento non era scontato ma fu il risultato di un lungo processo messo in atto dai mercanti di Venezia che le volevano vendere e per venderle dovevano conoscerle. A loro si deve quindi una straordinaria campagna culturale che permise di farle apprezzare in cucina. Contemporaneamente, essi svilupparono alcune originali strategie commerciali che ne facilitavano il consumo con la creazione di miscele già pronte da usare. Il volume ripercorre l’affascinante storia delle spezie: dalla loro affermazione in epoca medievale al consolidamento rinascimentale per dipanarsi poi nel lungo oblio dei secoli successivi fino alla recente significativa riscoperta dei giorni nostri motivata dalle certificate proprietà benefiche per la salute unita alla loro capacità di creare - ieri come oggi - esperienze culinarie uniche.
Carla Coco vive e lavora a Venezia. Scrive con gusto e molta verve di storia della gastronomia e di cultura veneziana. È l’ideatrice del format “M’illumino di Spezie” (dal 2021), unica manifestazione italiana interamente dedicata alla cultura delle spezie. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Venezia in Cucina, Laterza, Roma 2007; Venezia Quotidiana. Una guida storica, Laterza, Roma 2005; Cucina Turca Armena Curda, Sonda, 2006; Dal Paradiso Terrestre alla nostra tavola. Storia delle spezie nella cucina veneziana, in M’illumino di spezie, Grafiche Biesse, Scorzè (VE) 2022; Per un pugno di spezie. Frequenza e uso delle spezie in due ricettari italiani trecenteschi: Libro de la cocina (Anonimo Toscano) e Libro di cucina del secolo XIV (Anonimo Veneziano), in “Astartè. Estudios del Oriente Pròximo y el Mediterràneo”, 3 (2020). Per Marsilio Editori ha scritto: Nel segno del Baccalà (1997), Cade a fagiolo (2000), Sua maestà il maiale (2003); Harem. Il sogno esotico degli occidentali, Arsenale Editrice, Venezia 1997, tradotto in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Polonia.
Giancarlo De Petris Grafico e illustratore italiano, nato a Latina nel 1970. La sua attività artistica è iniziata come incisore del pirografo del legno, grazie alla scuola del maestro Stefan Cezar Badau. Per poi nel disegno «en plein air» trovare la consacrazione del suo talento Con i suoi carnet ha partecipato a 14 edizioni di Matite in Viaggio a Mestre (VE), a diverse edizioni di Autori Diari di Viaggio a Ferrara e a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2016, 2019, 2022 e 2024 è stato selezionato a partecipare alla rassegna “Rendez Vous de Carne de Voyage” di Clermont -Ferrand in Francia, la più importante al mondo dedicata al carnet di viaggio. Nel 2023 e 2025 è stato selezionato per il “Salon du Carnet de Voyage” di Lourmarin in Francia. Ha pubblicato diversi libri anche in inglese, frances, tedesco e spagnolo riscuotendo un importante successo internazionale, tra questi ricordiamo Venezia Storie d’acqua. Casa Editrice el squero e Ronma in un taccuino edizioni GDP.
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Riusciamo a pubblicare mediamente una dozzina di nuovi libri all’anno, insieme ad autori con cui abbiamo un rapporto consolidato ed altri che conosciamo grazie al passaparola. Il numero di pubblicazioni annuali raggiunto è adeguato per poter aver cura dei libri. Il nostro obiettivo non è stamparli, ma, insieme all’autore, valorizzarli.